La Storia

Pre-protostoria. Gli Etruschi

Nell’area manziate le tracce della PREISTORIA sono scarsissime (poche punte di freccia e qualche nucleo di selce). Si può ipotizzare che i primi insediamenti stabili risalgano alla fine del secondo millennio a.C.
La civiltà VILLANOVIANA ha senz’altro interessato il comprensorio, ma negli ultimi decenni sono andate perdute o distrutte le testimonianze funerarie di cui resiste il ricordo (tombe a pozzetto che accoglievano le urne funerarie biconiche).

Poi, dall’VIII secolo a.C., si sono affermati gli ETRUSCHI, e gli abitanti del territorio hanno organizzato ritmi e abitudini secondo il modello di Cerveteri.
La ricchezza del territorio era rappresentata dal grande bosco e dalla fertilità delle terre circostanti. Il legname era richiesto in abbondanza per l’attività fusoria dei minerali (una delle basi dell’economia etrusca) e per l’edilizia, giacché la maggior parte degli edifici era costruita in legno. Macchia Grande venne sensibilmente ridotta in estensione, almeno fino ai Muraccioli (come provano i resti di tombe all’interno degli attuali confini della selva).
Un nucleo abitato potrebbe esser sorto sullo sperone di S. Pupa, appena a nord del bosco; piccoli insediamenti comparvero a Ponte Mariano e nella campagna a sud del fosso Lenta, soprattutto fra i Quarti e le Petrische. E’ poi probabile che il domo dell’Eremo abbia progressivamente acquistato i caratteri di santuario all’aperto. E a proposito delle divinità etrusche, le testimonianze storico-archeologiche dell’intero comprensorio ricordano - come abbiamo visto nel paragrafo "Il nome" della sezione 'Manziana' - il culto locale della dea infera Manturna (Manthrna), che ha dato il nome alla vicina Monterano (Manturanum) e al grande bosco (Silva Mantiana), da cui deriva l’attuale “Manziana”.
Gli Etruschi che vissero in zona appartenevano a diverse classi. Famiglie di buon livello, e poi contadini e allevatori; artigiani esperti nelle decorazioni in bronzo per armi e mobili; taglialegna, cavatori di pietre. E gente di passaggio, da Cerveteri a Tuscania, da Stigliano a Monterano a Vicarello.
Qualche tempio venne probabilmente edificato - anche se sembrano mancare elementi per stabilirne il numero e la dedica - in legno e materiale di terracotta, in onore delle divinità infere.

Insomma, i resti sepolcrali che cariano la campagna manzianese (sepolcreto della Torara, ad es.) e le opere idrauliche (i Pozzali e le sorgenti scavate) testimoniano che in questa zona gli Etruschi vissero e operarono. Quanto a lungo, a seconda dei vari insediamenti, non è facile dirlo. Un aiuto importante potrà venire dopo una datazione più certa di altri sepolcri, man mano che - nonostante siano stati in massima parte depredati da molto tempo - torneranno ad essere visibili.









Associazione Culturale Il Mascherino - Copyright by GENOMEGA