Memorie

Ponte del Diavolo e diverticolo della Clodia

La memoria più imponente lasciata dai ROMANI è senza dubbio il Ponte del Diavolo (II sec. a. C., chiamato anche, sino a qualche tempo fa, 'Ponte di Seiano'), a nord-ovest del bosco, realizzato seguendo una sintassi costruttiva di origine etrusca. Questo poderoso viadotto, che scavalca l’omonimo fosso, è lungo oltre 90 metri, largo 6 e alto 11; è aperto da un’unica arcata - con piani d’imposta appena sfalsati - di m 5,50 di luce. Su ambo i lati del ponte compaiono robusti contrafforti. Il paramento è in massicci blocchi di tufo litoide grigio, giustapposti senza malta: recano ancora le sagomature per la presa dei 'ferrei forcipes' - antichi strumenti a tenaglia, con cui si sollevavano e si sistemavano i blocchi stessi - e per gli arpesi, ganci di legno duro con cui si ancoravano i massi. All’interno del manufatto, senza ammorsature, il nucleo è di terriccio di riporto.
Nonostante periodici interventi di pulizia, il ponte è in condizioni non ottimali, come si può vedere dalla precaria situazione del fòrnice e dalla presenza di spanciature. Né si parla, almeno per ora, di un restauro conservativo completo.
Circa l'origine del nome, una leggenda locale ricorda che il manufatto fu realizzato dal demonio in una sola notte, per vincere una scommessa fatta con un monaco; è una leggenda che trova riscontri in diverse parti d'Italia, per l'aspetto singolare, e a volte un po' cupo, di opere realizzate dall'uomo (solo nel Lazio, ad esempio, hanno un 'Ponte del Diavolo' anche Monte Romano, Blera e Scandriglia). Ed è probabilmente un racconto nato, come tanti altri, in piena Controriforma.

Sul Ponte del Diavolo passa il diverticolo che portava dalla Clodia alle terme di Stigliano: un lungo tratto di strada nato per esigenze per lo più militari, per facilitare ai legionari - al ritorno da imprese guerresche - una sosta benefica a Stigliano. Nell’area manziate il tracciato parte da Ponte Mariano, attraversa Macchia Grande seguendone il confine ovest (sono visibili alcuni brani di lastricato) e giunge poi al ponte. Il tratto che va dall'esterno del bosco sino al Ponte del Diavolo è stato ripulito in due riprese (2001 e 2010), rivelandosi quasi integro: nelle giornate serene il colpo d'occhio è affascinante e notevole.
Di un altro ponte, ben più piccolo, si possono vedere dei conci residui presso il fosso della Mola, ai confini del bosco, in località Fontanelle.

VIDEO: Il DIVERTICOLO e il PONTE (WMV, 15,8 MB, 02'11", riprese effettuate fra il 1997 e il 2011)









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