Memorie

Palazzo Tittoni

Realizzato fra il 1590 e il 1598, Palazzo Tittoni è stato a lungo attribuito al Vignola, morto nel 1573, prima del progetto del Mascherino. Per circa tre secoli è stato residenza estiva del Barone (o Precettore) del S. Spirito, ed ha ospitato - durante il periodo napoleonico - Camille de Tournon, prefetto francese alla Circoscrizione del Tevere. Dal secondo ‘800 (20 agosto 1887) è di proprietà della famiglia Tittoni, l’iniziale del cui cognome - sopra il portale - è stata ricavata scalpellando a metà l’originaria croce del Pio Istituto.
La pianta dell’edificio è rettangolare, con due torrioni lievemente aggettanti verso il giardino. Il prospetto sulla piazza è a tre livelli; una robusta cornice segna il piano nobile, che si affaccia all’esterno con un balcone non grande. Le finestre sono incorniciate. La facciata opposta, appena incassata fra i torrioni, è animata da una loggia e da una scala a doppia rampa. Il giardino presenta alberi e piante di diversa provenienza, anche esotica, ed è arricchito da lapidi romane che provengono dal territorio a nord di Roma.
Il palazzo è nato secondo un criterio estetico abbastanza comune nell’area romana di fine ’500: edifici in cui il nitore geometrico mitigava la saldezza severa della costruzione (come accade anche nella vicina Ceri). Tuttavia diverse modifiche hanno in parte alterato, nel tempo, il disegno originario. Sono scomparse le torrette sui torrioni, edificate - sembra - nel Settecento, e l’altana alla sommità del tetto; il portale da architravato è stato voltato ad arco, e i gradini esterni d’accesso non sono più rettangolari ma concentrici, mentre sulla porta-finestra del piano nobile incombe una lapide celebrativa; all’interno, infine, lo scalone non è più a sezione ovale, come appariva dai disegni del Mascherino.

VILLA TITTONI -A via del Forte un cancello introduce al giardino a al cortile di villa Tittoni. Ancora oggi l'atmosfera è intrigante, quasi fuori dal tempo. E' un ambiente adatto particolarmente a manifestazioni culturali come le mostre di pittura. Diversi decenni fa era possibile vedere, disposte sulle pareti del cortile, testimonianze archeologiche, poi rimosse col tempo per evitare furti.









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