La Natura

Le sorgenti

Non sono poche le SORGENTI MINERALI che scendono dalle rocce vulcaniche. Riconoscibili dal deposito rossastro, le acque ferruginose sgorgano nella parte occidentale dell’area manziate. Alle Scalette, là dove finisce il Pontone Lungo, alla Castellina, sulla sinistra del fosso Lenta, e al fosso del Gufo l’acqua ha sapore frizzante per la sensibile presenza di anidride carbonica; il familiare colore rugginoso rivela altre sorgenti lungo la Porcareccia e nei pressi della Mola, a pochi passi dal Ponte del Diavolo e all’interno del bosco di fronte alla cava del Camillo.
Meno ricche di sali, altre vene affiorano: quella del Bologno, appena a nord dell’omonimo prato e quella delle Fontanelle, all’estremo ovest di Macchia Grande.
Qualche parola in più merita la Sorgente Praecilia - poco a nord del paese - che scende da tufi incoerenti e debolmente cementati. Le analisi chimiche, a partire dal 1908, ne hanno scientificamente messo in luce le efficaci proprietà nelle affezioni delle vie urinarie. Fra il 1909 e il 1915 l’acqua Praecilia fu messa in commercio, e presso la sorgente sorse un piccolo stabilimento per le cure idropiniche.
Presso la Praecilia, altre sorgenti sono diventate ‘mute’: la Flavia e la Lupa. Poco distante, anche la Matrice (cara alla memoria dei Manzianesi, giacché alimentava la fontana in piazza) si avvia al silenzio, in seguito a maldestri tentativi di captazione effettuati negli anni ’80.
A Fontitrogo (sull’Eremo, alle spalle di Quadroni) l’acqua scaturisce dalle fessure della roccia; era stata apprezzata già da Etruschi e Romani ed aveva donato alla sorgente, nell’ombra della caverna, un che di sacro.

VIDEO - La SOLFATARA e le ACQUE (WMV, 16,9 MB, 02'22". Riprese effettuate fra il 1998 e il 2001)









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